martedì, ottobre 27, 2009
lunedì, ottobre 19, 2009
domenica, marzo 15, 2009
Madonna del Monte: affacciata su più mari è la chiesetta più romantica della Gallura



Nei primi del '700, a Rudalza, si erano stabiliti due fratelli, provenienti dalla Barbagia, Pietro e Giovanni Maria Deiana. Erano discendenti di un Giovanni Deiana al quale, tre secoli prima, la Giudichessa Eleonora d'Arborea aveva assegnato il Giudicato del Mandrolisai e della Barbagia. Probabilmente i due fratelli barbaricini decisero di stabilirsi in questa zona spopolata della Gallura per sfuggire alla giustizia. Sempre nel Settecento a Rudalza si stabilì una famiglia di boscaioli e contadini, i Serreri che si insediarono nella zona dove sorge oggi il distributore di Fundoni e in altre due località rudalzine: "Su Donigheddu" vicino al Golfo di Marinella e "Sa Pischinaccia", verso il Golfo di Cugnana. Fino agli inizi degli anni '60, i Deiana e i Serreri erano gli unici abitanti di Rudalza. I loro antenati coltivarono la terra, allevarono il bestiame e costruirono, tra il Settecento e l'Ottocento, una decina di stazzi, sparsi tra la zona dell'attuale ferrovia, il Golfo di Marinella, Monte Ladu e Aldia Manna. Si tenevano lontani dal mare per paura delle incursioni dei predoni ma anche perché le terre coltivabili, e quindi più appetibili, erano più arretrate rispetto alla fascia costiera. Dal 1798 i rudalzini, per le loro pratiche di pietà, si recavano alla non vicina chiesetta della Madonna del Monte, fatta edificare come ex-voto dal comandante di un veliero scampato ad un naufragio nel Golfo di Marinella. Un'anziana parente dei Deiana ci ha regalato un ricordo,ancora molto vivo, di quei giorni lontani:
" La chiesetta della Madonna del Monte, affacciata sul Golfo di Marinella da un lato e su Golfo Aranci dall’altro, era per noi un punto di ritrovo molto importante. Ci si andava con i carri a buoi o a piedi per la novena di maggio. Trascorrevamo lì, tra le cumbessias, la chiesetta e il grande esterno dalla vista mozzafiato, nove giorni e nove notti. Ci portavamo dietro i materassi, le coperte e le cose più belle del corredo, oltre al vino di proprietà e al cibo, per il nostro uso e da offrire.
Ogni famiglia aveva la sua vigna e produceva il suo vino. Una volta alla settimana, a turno, le famiglie ammazzavano una bestia e dividevano la carne. C'era una grande cultura del pane e della pasta che si preparavano in tutti i modi e in tutte le occasioni. Specialità del posto erano la zuppa gallurese, la cacciagione cucinata in vari modi e tantissimi tipi di dolci, anche molto fantasiosi e decorati.
Allora c'era una vera e propria venerazione per gli ospiti che si trattenevano anche a dormire. Già a metà dell'Ottocento, a Punta Marana, un Deiana aveva impiantato uno dei primi caseifici della Gallura. Il caseificio era nella grande pianura di Marinella dove c'erano tantissime pecore, nel '900, poi, arrivò anche la ferrovia. Ogni tanto si organizzava qualche ballo a Punta Marana, nello spazio molto grande e panoramico adiacente al caseificio."
venerdì, febbraio 20, 2009
I miei aforismi preferiti per districarsi nella “selva oscura che la diritta via era smarrita”

Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
Proverbio Indiano
Non c'é nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri. Cartesio
Poiché i criteri morali hanno la precedenza sull'interesse personale, vari politici e vari imprenditori hanno trasformato l'interesse personale in un criterio morale.
Carl William Brown
Un'idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi, soltanto quella morta ne produce. Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.
Leonardo Sciascia
La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l'avidità di ogni uomo.
Mahatma Gandhi
Il valore di un uomo si misura dalle poche cose che crea, non dai molti beni che accumula.
Kahlil Gibran
Aveva la coscienza pulita. Mai usata.
Stanislaw Jerzy Lec
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.
Proverbio Arabo
La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini.
L. Sciascia
Qualunque cosa sogni d'intraprendere, cominciala. L'audacia ha del genio, del potere, della magia.
Johann Wolfgang von Goethe
Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti prima che di interessi.
Luigi Sturzo
Nulla rivela meglio il carattere di un uomo quanto il suo modo di comportarsi quando detiene un potere sugli altri.
Plutarco
Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere.
Charles Baudelaire
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli sono sicuri di ciò che dicono. Voltaire
Cerca di diventare non un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore.
Albert Einstein
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. Albert Einstein
Non tutto ciò che può essere contato necessariamente conta e non tutto ciò che conta può necessariamente essere contato.
Albert Einstein
Un popolo che apprezza i suoi privilegi più dei suoi principi presto perde entrambi.
Dwight David Eisenhower
lunedì, gennaio 26, 2009
Papa Ratzinger all’imbarazzante (per lui) appuntamento con la ““Giornata della Memoria”


Tratto da www.marellagiovannelli.com sez. Mara Malda
Che dirà Papa Ratzinger domani, martedì 27 gennaio, “Giornata della Memoria” in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto? Benedetto XVI, proprio alla vigilia di questo importante appuntamento con la memoria dell’Umanità, ha pensato (male) di annunciare il perdono e la riammissione nella Chiesa cattolica di quattro vescovi ultra-conservatori Lefebvriani, tra cui un presule britannico, Richard Williamson, che nega la Shoah. L'ex anglicano Williamson, recentemente ha dichiarato a una tv svedese: “'Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler. Credo che le camere a gas non siano mai esistite”. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo “'due o trecentomila ebrei.
Ma nessuno di loro morì per il gas in una camera a gas”. Un altro dei vescovi reintegrati da Ratzinger ha rilanciato sugli ebrei l'antico anatema di “deicidi” sul quale si fonda tutta l'ideologia antisemita. Senza dimenticare che lo stesso fondatore del movimento tradizionalista Marcel Lefebvre, nel 1988 in un'intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald, aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti “'Protocolli dei Savi di Sion”, un falso storico utilizzato dai nazi-fascisti per propagandare e diffondere l’antisemitismo. Benedetto XVI ha detto che “servono gesti coraggiosi di riconciliazione tra noi cristiani” ma la revoca della scomunica papale nei confronti dei quattro vescovi ultra-tradizionalisti lefebvriani consacrati illegittimamente nel 1988, è un insulto alla memoria e alla storia. Il gesto di papa Ratzinger “coraggioso e riconciliatore” a parole, nei fatti fornisce un preoccupante sostegno al revisionismo e all’antisemitismo Urbi et Orbi
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