Marella: giochi d'immagine

Viola all'attacco della cozza di olbia che scotta (2° video con audio integrale)

Anche Viola ama le cozze di Olbia. Video di Marella Giovannelli. Musica dei Cordas et Cannas

domenica, aprile 05, 2009

G8, lo sbarco dei mille di Obama alla Maddalena: tutti i numeri del summit



Mancano 93 giorni al G8 che si svolgerà dall’8 al 10 luglio alla Maddalena, arcipelago della Sardegna conosciuto in tutto il mondo per i suoi paesaggi di rara bellezza: 60 isole paradisiache per un Parco Nazionale che si estende su una superficie complessiva, fra terra e mare, di 18mila ettari e 180 chilometri di coste. Otto, ovviamente, i Paesi membri che compongono il Gruppo: Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Trecentosedici i milioni stanziati dal Governo per far fronte alla realizzazione delle opere necessarie allo svolgimento dell’evento. Cinquantotto quelli spesi per il palazzo della conferenza, 59 per l'hotel sede del vertice e 73 per la riconversione dell'ospedale militare. Trenta quelli destinati all’ "organizzazione".
Circa 2mila, 900 sardi e altri provenienti dal resto del mondo, gli operai, gli impiantisti e i tecnici impiegati in turni che vanno a coprire, 24 ore su 24, ogni singolo giorno fino al 7 luglio. Zero, l’impatto ambientale. Nella costruzione di nuovi edifici e strutture è rispettata la tradizione locale di operare con materiali reperiti sul posto, con largo uso in particolare di graniti e pietre scistose, usate per il rivestimento in cemento armato. Per i trasporti si farà ricorso soprattutto a mezzi a trazione elettrica. E il G8 farà il massimo uso possibile di fonti di energia rinnovabili.
Diciotto le visite preparatorie in Sardegna delle delegazioni dei Paesi coinvolti per una prima visione dei luoghi e delle strutture e per esprimere le proprie aspettative ed esigenze sugli aspetti organizzativi, logistici e di sicurezza. Dal mese di maggio, in prossimità del summit, le delegazioni estere torneranno per ulteriori sopralluoghi. Quattromila e 500, in base alle ultime stime, i giornalisti che seguiranno i lavori sul posto. Sedicimila gli addetti alla sicurezza. Circa mille invece, i componenti dell’entourage del presidente americano Barak Obama, fra diplomatici, uomini dei servizi segreti, body guard ma anche chef. Solo un centinaio i membri dello staff di Hillary Clinton. Centocinquanta i fucilieri della Marina Militare del Reggimento San Marco sbarcati sull’isola della Maddalena. La missione dei militari ha l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cantieri fino all’inizio del Vertice, con la possibilità che il lavoro dei fucilieri possa continuare anche durante e dopo il G8.
Trecentotrentatre i metri di lunghezza della nave appoggio. La eco-nave MSC Fantasia varata a Napoli lo scorso 18 dicembre si caratterizza per le dotazioni tecnologicamente avanzate, per l’attenzione in materia di tutela e sostenibilità ambientale e per le eccellenze del made in Italy. Si tratta della più grande nave da crociera mai costruita da un armatore europeo: 137.936 tonnellate di stazza, 67 metri di altezza e 38 metri di larghezza per una superficie totale di 450mila metri quadrati. All’interno delle sue 1.637 cabine può trasportare 3.959 passeggeri. E scadrà invece dopodomani alle 12 il bando della Protezione civile per trovare alcuni navi da crociera, il numero esatto non è stato specificato, da destinare all’ospitalità dei giornalisti che lavoreranno nel centro stampa di Olbia. Le navi dovranno essere ancorate dal 5 all’11 luglio nel molo Cocciani dello scalo gallurese. Le caratteristiche richieste sono: minimo 3 stelle, un pescaggio massimo di 7.30 metri ed un numero di cabine superiore a 600. Con lo stesso bando lo scorso anno non era stata trovata nemmeno una imbarcazione.
Proseguono dunque a ritmo serrato l’avanzamento dei lavori in vista del vertice. "I lavori - ha assicurato il commissario per l'organizzazione e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso - stanno andando avanti nei tempi previsti tanto che non ce n'è uno in ritardo''. Bertolaso ha poi ribadito che sarà un G8 assolutamente eco-compatibile. ''Abbiamo ripulito l'ex arsenale militare americano - ha spiegato - e abbiamo fatto costruire al centro dell'isola il luogo per gli incontri. L'intero edificio ricavera' energia da pannelli solari e funzionera' grazie a fonti rinnovabili''.
Per i trasporti si farà ricorso soprattutto a mezzi a trazione elettrica. Ciò avverrà in particolar modo nella zona centrale dell’evento, sperimentando anche modelli di imbarcazioni ibride in corso di realizzazione da parte di società e gruppi della cantieristica italiana. Particolare attenzione poi è posta al tema della gestione del ciclo dei rifiuti. All'insegna del rispetto dell'ambiente anche i materiali utilizzati nelle conferenze, ad esempio, Obama e gli altri big scriveranno con penne di mais e utilizzeranno carta riciclata.
Per quanto riguarda la sicurezza del vertice sarà pronto la settimana prossima il piano delle misure straordinarie. Verrà presentato ad Olbia con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il prefetto di Sassari, Marcello Fulvi, e il presidente della provincia di Olbia, Pietrina Murrighile. "Il G8 del prossimo luglio - ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli - rappresenterà un'occasione irripetibile per recuperare il danno di immagine legato al G8 di Genova. Sarà una vetrina di professionalità".
Intanto sono già sbarcati alla Maddalena centocinquanta fucilieri della Marina Militare del Reggimento San Marco. La missione dei militari ha l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cantieri fino all’inizio del Vertice, con la possibilità che il lavoro dei fucilieri possa continuare anche durante e dopo il G8. Il contingente è già al lavoro nel trasporto dei mezzi coinvolti nell’operazione, 30 unità tra containers, camion e mezzi leggeri, e nella predisposizione degli spazi assegnati.

Fonte: (Adnkronos/Ign)

domenica, marzo 15, 2009

Madonna del Monte: affacciata su più mari è la chiesetta più romantica della Gallura




Nei primi del '700, a Rudalza, si erano stabiliti due fratelli, provenienti dalla Barbagia, Pietro e Giovanni Maria Deiana. Erano discendenti di un Giovanni Deiana al quale, tre secoli prima, la Giudichessa Eleonora d'Arborea aveva assegnato il Giudicato del Mandrolisai e della Barbagia. Probabilmente i due fratelli barbaricini decisero di stabilirsi in questa zona spopolata della Gallura per sfuggire alla giustizia. Sempre nel Settecento a Rudalza si stabilì una famiglia di boscaioli e contadini, i Serreri che si insediarono nella zona dove sorge oggi il distributore di Fundoni e in altre due località rudalzine: "Su Donigheddu" vicino al Golfo di Marinella e "Sa Pischinaccia", verso il Golfo di Cugnana. Fino agli inizi degli anni '60, i Deiana e i Serreri erano gli unici abitanti di Rudalza. I loro antenati coltivarono la terra, allevarono il bestiame e costruirono, tra il Settecento e l'Ottocento, una decina di stazzi, sparsi tra la zona dell'attuale ferrovia, il Golfo di Marinella, Monte Ladu e Aldia Manna. Si tenevano lontani dal mare per paura delle incursioni dei predoni ma anche perché le terre coltivabili, e quindi più appetibili, erano più arretrate rispetto alla fascia costiera. Dal 1798 i rudalzini, per le loro pratiche di pietà, si recavano alla non vicina chiesetta della Madonna del Monte, fatta edificare come ex-voto dal comandante di un veliero scampato ad un naufragio nel Golfo di Marinella. Un'anziana parente dei Deiana ci ha regalato un ricordo,ancora molto vivo, di quei giorni lontani:
" La chiesetta della Madonna del Monte, affacciata sul Golfo di Marinella da un lato e su Golfo Aranci dall’altro, era per noi un punto di ritrovo molto importante. Ci si andava con i carri a buoi o a piedi per la novena di maggio. Trascorrevamo lì, tra le cumbessias, la chiesetta e il grande esterno dalla vista mozzafiato, nove giorni e nove notti. Ci portavamo dietro i materassi, le coperte e le cose più belle del corredo, oltre al vino di proprietà e al cibo, per il nostro uso e da offrire.
Ogni famiglia aveva la sua vigna e produceva il suo vino. Una volta alla settimana, a turno, le famiglie ammazzavano una bestia e dividevano la carne. C'era una grande cultura del pane e della pasta che si preparavano in tutti i modi e in tutte le occasioni. Specialità del posto erano la zuppa gallurese, la cacciagione cucinata in vari modi e tantissimi tipi di dolci, anche molto fantasiosi e decorati.
Allora c'era una vera e propria venerazione per gli ospiti che si trattenevano anche a dormire. Già a metà dell'Ottocento, a Punta Marana, un Deiana aveva impiantato uno dei primi caseifici della Gallura. Il caseificio era nella grande pianura di Marinella dove c'erano tantissime pecore, nel '900, poi, arrivò anche la ferrovia. Ogni tanto si organizzava qualche ballo a Punta Marana, nello spazio molto grande e panoramico adiacente al caseificio."

venerdì, febbraio 20, 2009

I miei aforismi preferiti per districarsi nella “selva oscura che la diritta via era smarrita”


Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
Proverbio Indiano

Non c'é nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri. Cartesio

Poiché i criteri morali hanno la precedenza sull'interesse personale, vari politici e vari imprenditori hanno trasformato l'interesse personale in un criterio morale.
Carl William Brown

Un'idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi, soltanto quella morta ne produce. Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.
Leonardo Sciascia

La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l'avidità di ogni uomo.
Mahatma Gandhi

Il valore di un uomo si misura dalle poche cose che crea, non dai molti beni che accumula.
Kahlil Gibran

Aveva la coscienza pulita. Mai usata.
Stanislaw Jerzy Lec

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.
Proverbio Arabo

La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini.
L. Sciascia

Qualunque cosa sogni d'intraprendere, cominciala. L'audacia ha del genio, del potere, della magia.
Johann Wolfgang von Goethe

Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti prima che di interessi.
Luigi Sturzo

Nulla rivela meglio il carattere di un uomo quanto il suo modo di comportarsi quando detiene un potere sugli altri.
Plutarco

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere.
Charles Baudelaire

Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli sono sicuri di ciò che dicono. Voltaire

Cerca di diventare non un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore.
Albert Einstein

Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. Albert Einstein

Non tutto ciò che può essere contato necessariamente conta e non tutto ciò che conta può necessariamente essere contato.
Albert Einstein

Un popolo che apprezza i suoi privilegi più dei suoi principi presto perde entrambi.
Dwight David Eisenhower

lunedì, gennaio 26, 2009

Papa Ratzinger all’imbarazzante (per lui) appuntamento con la ““Giornata della Memoria”



Tratto da www.marellagiovannelli.com sez. Mara Malda


Che dirà Papa Ratzinger domani, martedì 27 gennaio, “Giornata della Memoria” in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto? Benedetto XVI, proprio alla vigilia di questo importante appuntamento con la memoria dell’Umanità, ha pensato (male) di annunciare il perdono e la riammissione nella Chiesa cattolica di quattro vescovi ultra-conservatori Lefebvriani, tra cui un presule britannico, Richard Williamson, che nega la Shoah. L'ex anglicano Williamson, recentemente ha dichiarato a una tv svedese: “'Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler. Credo che le camere a gas non siano mai esistite”. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo “'due o trecentomila ebrei.
Ma nessuno di loro morì per il gas in una camera a gas”. Un altro dei vescovi reintegrati da Ratzinger ha rilanciato sugli ebrei l'antico anatema di “deicidi” sul quale si fonda tutta l'ideologia antisemita. Senza dimenticare che lo stesso fondatore del movimento tradizionalista Marcel Lefebvre, nel 1988 in un'intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald, aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti “'Protocolli dei Savi di Sion”, un falso storico utilizzato dai nazi-fascisti per propagandare e diffondere l’antisemitismo. Benedetto XVI ha detto che “servono gesti coraggiosi di riconciliazione tra noi cristiani” ma la revoca della scomunica papale nei confronti dei quattro vescovi ultra-tradizionalisti lefebvriani consacrati illegittimamente nel 1988, è un insulto alla memoria e alla storia. Il gesto di papa Ratzinger “coraggioso e riconciliatore” a parole, nei fatti fornisce un preoccupante sostegno al revisionismo e all’antisemitismo Urbi et Orbi

martedì, gennaio 20, 2009

Le frasi che più mi sono piaciute del discorso di Obama



Nel nostro viaggio non abbiamo mai scelto scorciatoie né ci siamo accontentati. Non è stato il viaggio di chi preferisce lo svago al lavoro o persegue solo i piaceri dei ricchi e famosi. E' stato piuttosto il viaggio di chi corre rischi, di uomini e donne che hanno lavorato, spesso senza fama, e che ci hanno portati verso la prosperità e la libertà. Hanno viaggiato attraverso oceani alla ricerca di una nuova vita. Hanno lavorato, hanno combattuto e sono morti, a Concord e Gettysburg, in Normandia e a Khe Sahn.

Rimaniamo la più prospera e potente nazione in Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi di quando questa crisi è iniziata. Le mostre menti non sono meno ingegnose. Ma é finito il tempo di proteggere interessi limitati e di rimandare le decisioni scomode. A partire da oggi dobbiamo rialzarci, scrollarci la polvere di dosso e ricominciare il lavoro per rifare l'America.

Quello che i cinici non hanno ancora capito è che il terreno é franato sotto i loro piedi. Che gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non valgono più. La domanda da farsi oggi non è se il governo è troppo grande o troppo piccolo ma se funziona. Né la domanda deve essere se il mercato sia una forza buona o cattiva: il suo potere di generare ricchezza e espandere la libertà è senza rivali, ma questa crisi ci ha ricordato che senza un occhio attento i mercati possono perdere il controllo e una nazione non può prosperare quando favorisce solo chi è prospero.

Sappiamo che la nostra eredità patchwork è forza e non debolezza. Siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei, indù e non credenti. Siamo formati da ogni lingua e cultura, provenienti da ogni angolo della Terra; e siccome abbiamo sentito il sapore amaro della guerra civile e della segregazione e siamo emersi da quel buio capitolo più forti e più uniti, non possiamo che credere che vecchi odi un giorno passeranno, che l'America deve giocare il suo ruolo nell'avviare una nuova era di pace.

Al mondo islamico: noi cerchiamo una nuova strada basata sul mutuo interesse e sul mutuo rispetto. A coloro che si aggrappano al potere con la corruzione e con l'inganno e che reprimono il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della storia, ma che noi vi tendiamo la mano se siete disposti ad aprire il vostro pugno.

Ai popoli delle nazioni povere: ci impegniamo a lavorare al vostro fianco per far prosperare le vostre fattorie e far scorrere acqua pulita, per nutrire corpi e menti. E a quelle nazioni che come noi godono di benessere diciamo che non possiamo più guardare con indifferenza chi soffre fuori dai nostri confini, così come non possiamo consumare le risorse del mondo senza considerarne gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi cambieremo con lui.

Le nostre sfide possono essere nuove, ma i valori dai quali dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e correttezza, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - queste cose sono antiche. Quel che ci viene richiesto è una nuova era di responsabilità, un riconoscimento da parte di ogni americano che abbiamo doveri verso noi stessi, verso la nazione e verso il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma che abbracciamo di buon grado. Questo è il prezzo e la promessa dell'essere cittadino, questa è la forza della nostra fiducia, la consapevolezza che Dio ci chiama a dar forma a un futuro incerto.